Come per il volo l’uomo non può prendere alla lettera l’esempio degli uccelli, così per il nuoto non può in modo assoluto prendere l’esempio dei pesci.

La macchina uomo, più perfetta sotto moltissimi aspetti, non manca tanto di attitudini quanto di organi per poter perfezionare del tutto in sè stessa la natura, e il nuoto è una squisita forma di adattamento di questa mirabile macchina ad un elemento che, per destinazione, non è precisamente il suo.

Tuttavia qualche nozione sul modo come nuotano i pesci non è superflua. Salvo le debite eccezioni e molto in generale, può dirsi che l’uomo studiando il nuoto, imita molto l’umile rana; adopera le braccia come una specie di ali per non sommergere, mentre l’impulso propriamente detto gli è dato dalle gambe.

Il mammifero che viene a trovarsi in acqua, si comporta in modo essenzialmente diverso. Nel nuoto fa i medesimi mnovimenti che nel camminare, soltanto alquanto più forti, e perciò gli animali sono per lo più nuotatori migliori e di maggiore resistenza che non l’uomo, il quale, nuotando, trovasi sempre in posizione non naturale.

Il suo abituale incedere non lo rende idoneo a nuotare, mentre gli animali non hanno che da continuare nei loro movimenti consueti non soltanto per poter nuotar bene, ma anche per poter oltre ciò portar gravi pesi.

E persino certe tribù, che da secoli e forse da millenni debbono tutto il loro sostentamento al nuoto, come per esempio alcuni isolani del Pacifico, i più valenti nuotatori del mondo, che vivono con la pesca delle perle e delle spugne, non mostrano alcuna modificazione delle membra, che li renda più adatti a nuotare, nè lasciano alcuna traccia dell’arte loro innata nei loro discendenti; anche questi debbono imparare a nuotare, e soltanto il prolungato esercizio ne fa dei maestri di nuoto.

Negli animali, ove si faccia eccezione di alcuni mammiferi e specialmente dei cammelli, delle scimmie, delle giraffe e dei lama, le cose vanno bene altrimenti. Essi nuotano senz’altro appena si trovano in acqua e si affidano tosto alle onde con la massima fiducia, sia che, in un lungo viaggio, debbano attraversare un corso di acqua, o sia che vi siano costretti dai loro persecutori.

Vediamo un po quelli della famiglia delle foche. I piccoli della foca comune sono, si può dire, dalla loro nascita ottimi nuotatori. Si vedono, nati appena da uno a due giorni, seguire le loro madri nel mare più grosso, dove sembra che si trovino assai meglio che in terra.

La lontra di mare, invece, che probabilmente discende dall’orso e che è nota per le preziose pelliccie, o il grande e grigio cane marino, sono, nelle loro prime settinmane di vita, assolutamente inetti a reggersi nell’ acqua, e se vi vengono buttati in età di guattordici giorni, miseramente vi affogano. Le loro madri lo sanno tanto bene, che durante l’allattamento portano la prole tra gli scogli, dove non giungono le ondate del mare..

Le balene che, come è noto, non sono pesci, ma mammiferi, nuotano a modo dei pesci. Fanno con tutto il loro corpo dei movimenti ondulatorî, permessi soltanto a degli animali i cui corpi, come quelli dei pesci, sono in tutta la loro lunghezza in perfetto equilibrio.

I piedi, a foggia di pinne o di coda, vengono da loro usati soltanto guale timone, ma non per spingersi innanzi o per retrocedere. E. nuotando, la loro celerità è tale che se ne videro di quelli che in sei minuti percorsero 1650 metri e, in questo frattempo, misero soltanto tre volte la i migliori tra i mammiferi nuotatori.

Ma per tornare dagli animali agli uomini, ci piace ricordare ciò che miss Annetta Kellermann, la quale legato il suo nome ai numerosi tentativi di traversata della Manica a nuoto (il cimento maggiore che in tutti tempi ha attratto i nuotatori di tutti i paesi, compreso il noto campione italiano Mario Massa le cui peripezie sono conosciute), ha scritto :

“Il nuoto rinvigorisce veramente ogni muscolo, ogni tendine del corpo.”

Un altro dei vantaggi del nuoto è dato da ciò, che l’ acqua impedisce un soverchio aumento di temperatura; al contrario il tennis, il cricket, ecc., tutti insomma gli sports che richiedono movimen-
to, ci riscaldano.