Al giorno d’oggi, la maggior parte degli sportivi menzionano alcuni aspetti della psicologia dello sport, quando vengono intervistati.

Similmente, le cronache delle competizioni e tutti gli articoli che trattano di sport toccano l’argomento in qualche misura.

Questa tendenza è aumentata nei ultimi anni e sembra che stia aumentando ancora.

L’aspetto più interessante è che, come disciplina autonoma, la psicologia dello sport è un fenomeno relativamente recente.

L’imporlanm che oggi viene attribuita a questa disciplina dipende da molti fattori. La grande attenzione che i media rivolgono allo sport gioca un ruolo
fondamentale.

Ora ci sono canali televisivi dedicati interamente a questo argomento. Ogni avvenimento viene rivisto da tutte le angolazioni possibili.

Gruppi di ospiti esperti (la maggior parte dei quali non era mai stata invitata a compiere un’analisi cosi minuziosa dei fatti) dibattono e discutono su tutto ciò che è accaduîo. Gli sportivi professionisti vengono intervistati subito dopo la loro più grandiosa vittoria o la loro più umiliante sconfitta.

Lo stesso tipo di analisi viene effetùxato anche da manager e allenatori, che usano spesso un tipo di lingmggio che richiama vagamente la psicologia, per spiegare i punti di form della squadra o quelli individuali, o per evidenti cali di forma fisica. Avendo considerato tutto ciò, è interessante notare che in Europa operano ancora pochissimi veri psicologi dello sport (diversamente da quanto accade in America).

Uno dei motivi è che molte persone non capiscono cosa sia la psicologia (?guriamoci la psicologia dello sport) o che cosa, elTeltivamenle, possa () non possa fare. Molti giocatori comulteranno uno psicologo dello sport perche’ vogliam vincere – a tutti i costi.

Questo pone lo psicologo sportivo davanti ad un dilemma, ossia se la vittoria si debba ottenere comunque, anche a discapito del benessere psicologico del giocatore. 141 nmggior parte degli psicologi sportivi sceglie di concentrarsi sul miglioramento della performance e sul benessere psicologico dell’atleta con cui ha a che fare. Negli USA, nel corso degli anni Sessanta è stata prodotta una gran qmntità di libri e relazioni sull’argomento.

Questo materiale fu avidamente assorbito da atleti, manager e allenatori. Un nuovo filone era stato scoperto e si era iniziato :: s?uttarlo, sebbene, all’inizio, piuttosto lentamente.

Cominciarono ad apparire libri sullo sport che, pur non essendo stati scritti necessariamente da psicologi, contribuirono enormemente allo sviluppo della disciplina. Forse il più famoso tra questi è Run To Daylight, scritto dal celebre allenatore di football, Vmce Lombardi, che vale ancora la pena leggere.

Lombardi viene citato spesso ancora ogi e molte delle sue espressioni, come “vincere non è tutto, ma voler vincere si”, sono entrate nella leggenda dello sport. Questo e altri libri che seguirono diedero un ulteriore impulso allo slancio che veniva, in quel momento, dagli psicologi dello sport e lo trasformarono in una valanga. In seguito e, ancora, principalmente negli USA, fu creata un’ampia varietà di organimzioni e società per sviluppare ulteriormente per monitorare questa disciplina in via di cspamionc.

Molle di esse divennero fazioni in guerra fra loro, che, comunque, non sembrarono ostacolare la crescita e l’interesse che si riscontravano in quell’ambito. Quest’ultimo aspetto dipendeva dal fatto che gli sportivi stavano cercando qualsiasi cosa avesse funziomto e fosse stata d’aiuto.

Tuttavia, ciò determinò la divisione del settore in aree specialistiche, che, a sua volta, generò ulteriore
confusione nei potenziali uîenti.

Oggigiorno l’argomento, pur non essendo ampiamente compreso, è sempre più accettato, :: tutti i livelli. Molti tifosi e spettatori lo respingono, ma nondimeno usano parte del suo linguaggio nell’analie i vari punti di form e di dcbolem dei loro eroi. In certi sport, ad esempio nel tennis, nel golf e nell’atletica, il suo utiliao è evidente e tende ad aumentare. In molti altri sport, come il basket e il calcio, per il momento ne viene fatto un uso minore.

Uno dei motivi è la questione delle di?’crcnzc tra gli sport individuali e quelli di squadra. Per molte persone è evidente come la psicologia dello sport possa assistere un individuo, ma è molto meno chiaro come essa possa risultare utile negli sport di squadra Questo modo di vedere è comprensibile, ma infondato, ed è probabile che, a livello di squadra, verrà fatto tm uso sempre maggiore di questa disciplina.

In Europa, il ricorso alla psicologia dello sport aumenterà di pari passo con la comprensione e I’approfondimento della disciplina stessa. Questo libro, sebbene non riguardi la psicologia in quanto tale, deriva in gran parte dallo stesso ambito.