Uno dei pericoli che corriamo, quando pratichiamo uno sport, è che possiamo andare oltre l’essere preparati e concentrati e finire con l’essere, o col diventare, ossessionati. Fra queste due condizioni può esserci un confine sottile, ma la maggior parte di noi è in grado di riconoscere i classici segnali dell’ossessione, ad esempio giocare nonostante un infortunio, accusare noi stessi (o il nostro avversario) di qualsiasi cosa, divenire irritabili con quelli che ci stanno più vicini, perdere il senso dell’umorismo etc.

Lo sviluppo dell’ossessione può avere molle came, ad esempio l’incapacità di rilassarsi, una perdita di equilibrio nella propria vita oppure delle pressioni di origine interna o esterna. Uno dei motivi principali è la nostra incapacità di ricompensarci in maniera appropriata.

lndipendentemente dal risultato di una performance, ci maltrattiamo, ci concentriamo sugli aspetti negativi e ci sforziamo ancora di più. In questo stato d’animo, anche la vittoria può essere vista come un fallimento, se il margine di successo non è stato abbastanza ampio o l’avversario non è stato scon?tto con un forte distacco.

Ovviamente, preoccuparsi e desiderare di vincere ed eseguire una buona performance portano dei vantaggi. Tuttavia, spingendo questi atteggiamenti all’estremo, potremmo diventare così sovra-eccitati da “esaurirci” e non poter fare del nostro meglio.

Oppure potremmo semplicemente non essere in grado di raggiungere il massimo al momento giusto e mettere in atto, quindi, una performance deludente.

Le conseguenze di entrambi questi comportamenti sono il mancato conseguimento dei gimli risultati e l’instaurarsi di un circolo vizioso nel quale “proviamo più duramente”, in allenamento 0 nella performance vera e propria, e pcggioriamo effettivamente la situazione. Il motivo di ciò è che mentalmente (e talvolta ?sicamente) stiamo facendo di più di ciò che non ci aspettiamo che le cose migliorino.

L’abilità di creare ricompense interiori (che possono coinvolgere anche gli altri) è il fattore chiave grazie al quale siamo in grado di raggiungere un equilibrio nella vita e, di conseguenza, dare il meglio nello sport che abbiamo scelto.

Uno dei motivi per cui possiamo non essere capaci di ricompensarci è che abbiamo permesso a noi stessi di concentrarci sugli aspetti negativi, ad esempio su ciò che è sbagliato, su quanto
è diffìcile tutto ciò, su quanto sono bravi tutti gli altri.

Questo significa che abbiamo sviluppato quello che alcuni chiamano un “atteggiamento inappropriato”. In termini di PNL, gi atteggiamenti sono “invisibili”, ossia non possono essere individuati.

I nostri atteggiamenti giacciono dentro di noi profondamente e, tuttavia, possono infuenzare qualsiasi cosafacciamo. La cosa singolare, riguardo agli atteggiamenti, è che di essi si parla spesso e vengono analiaati continuamente.

Praticamente, ogni intervista con un atleta, un allenatore o un manager contiene qualche riferimento a un atteggiamento, sia esso buono o cattivo, e alle sue conseguenze. Anche al di fuori dello sport, a casa, a scuola o nel lavoro, gli atteggiamenti sono spesso chiamati in causa per spiegare le cose. Frasi come “hanno un pessimo atteggiamento” oppure “se vuoi avere successo, devi cambiare il tuo atîeggiamenlo” sono usate frequentemente.

Anche nelle relazioni personali, si fa riferimento agli atteggiamenti (spesso in maniera negativa) per spiegare aspetti del comportamento di un’altra persona.

I nostri atteggiamenti (insieme ai nostri valori e alle nostre convinzioni) hanno un‘enorme importanza nel nostro successo, in tutte le aree della vita, compreso lo sport…Sorprendentemente, molti sembrano considerarli, in qualche modo, fissi e immutabili.

Il fatto che alcune persone non cambino i propri atteggiamenti non signi?ca che non possano essere cambiali. Se avessimo un atteggiamento particolare nei confronti di noi stessi, ad esempio “non sono molto bravo di fronte a un vasto pubblico” o riguardo a un avversario, ad esempio “è destinato ad essere molto più bravo di me”, filtreremmo la realtà, generalizzando un esempio particolare, distorcendo l’evidenm per sostenere il nostro atteggiamento o cancellando le prove del contrario.

In questo modo cerchiamo di ottenere la conferma che il nostro modo di vedere è sempre stato corretto. Continuare & comportarci in questo modo può far si che cominciamo a sviluppare delle fobie riguardo a certi avversari o a certi campi di gioco, le quali rafforzano il nostro atteggiamento negativo e lo trasformano in una profezia.

Un’ulteriore implicazione di ciò è che, in uno sport di squadra, il nostro atteggiamento può iniziare a influenzare i compagni. In queste circostanze, l’impatto sul morale e sulla perfommme dell’intera squadra può essere catastrofico.

Sicuramente, con una buona disposizione 0 un atteggiamento positivo, praticare uno sport può essere visto come un divertimento e una sfida, e trova la propria giustificazione nei risultati corseguiti.

La PNL ha evidenziato come l’apprendimento e il cambiamento avvengano a livelli differenti, come nel modello di Robert Dilts.